Interessante sentenza del Tribunale Militare di Roma che ha mandato assolto il caporale – imputato del reato di insubordinazione – nei riguardi di un parigrado che svolgeva al momento il servizio di ” capo – muta”.
Affermano i giudici che ” la circostanza che l’imputato, caporale come la persona offesa, svolgesse nella vicenda di cui si tratta il servizio di ” capo-muta” non è sufficiente ad integrare la fattispecie militare del diverso rapporto tra superiore ed inferiore”. Le norme penali che puniscono l’abuso di autorità e l’insubordinazione sono poste a tutela dell’essenziale bene giuridico della gerarchia militare che è elemento fondativo ed essenziale per la coesione dell’apparato militare. La funzione gerarchica può essere anche temporanea o meramente funzionale ma, in tale caso, essa coesiste con la parità organica di grado”.
Da cui l’insussistenza del reato.