Il notevole inasprimento delle pene in materia di reati contro la P.A. ha sollevato molteplici questioni anche in casi – apparentemente banali – che hanno comportato ipotesi accusatorie di particolare gravità.

E’ recente un caso in cui un militare riceveva una ” regalia” di qualche centinaio di euro ipotizzando la Procura della Repubblica il reato di ” istigazione alla corruzione ” di cui all’art. 322 c.p. per cui è prevista una pena nel massimo di anni sei di reclusione.

Con recente pronuncia ( che invero riguardava la condotta del privato) i giudici della Suprema Corte hanno chiarito ( e non ci sono dubbi che tale interpretazione possa estendersi anche ai militari…) che anche il reato di istigazione a delinquere coincidente con una ” regalia” di qualche centinaio di euro possa assumere valenza di fatto di ” particolare tenuità”.

La circostanza è di non poco conto tenuto conto che tale valutazione del Tribunale potrebbe – eventualmente anche in sede disciplinare di giudizio per una sanzione di stato – portare ad un’attenuazione delle responsabilità del militare con salvaguardia del posto di lavoro ed applicazione di una sanzione meno gravosa rispetto al licenziamento .