Sportello mobbing militare

Violenza di genere

News flash

 

Il T.M. di Roma con sentenza della II^ Sez. dello scorso 19 luglio ha assolto un Ufficiale medico dall'accusa di simulata infermità e truffa militare aggravata .

Il caso seguito dall'avv. Massimiliano Strampelli sarà pubblicato a settembre dopo il periodo di sospensione feriale.

 

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Un sottoufficiale della GdF sarà giudicato - data prevista per la sentenza finale dopo un anno di dibattimento - innanzi al T.M. di Napoli il prossimo 18 gennaio 2017 con l'accusa di aver volontariamente sabotato i filtri rilevatori della presenza di amianto nel sito della GdF, al fine di conseguire i benefici pensionistici.

La notizia è riportata con grande risalto dalle cronache giudiziarie.

Il caso è seguito dall'avv. Massimiliano Strampelli.

 

Il Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia - Sede di Milano - è stato investito della questione se costituisca o meno mobbing la reiterata perseveranza nell'irrogazione di sanzioni disciplinari di corpo a carico di un militare. Nel caso di specie il militare era stato punito per ben nove volte nell'arco di due anni senza che i superiori gerrchici adottassero alcun provvedimento nei confronti del Comandante diretto del militare che, pure, aveva sempre impugnato in via gerarchica ( e con ricorso al Preseidente della Repubblica) le sanzioni irrogate ritenendole pretestuose, illegittime ed espressione di palese abuso di ufficio.

Il caso è seguito dall'Avv. Massimiliano Strampelli.

 Con la Sent. 31 agosto 2015, n. 10962, la Sez. I-bis del G.A. di Roma ha ritenuto illegittimo il provvedimento di esclusione da un concorso per allievo carabiniere, in quanto motivato unicamente con riferimento al fatto che il candidato fosse stato segnalato per uso non terapeutico di sostanze stupefacenti e, in seguito, ammonito dal Prefetto. Tale decisione  è scaturita da una presa d'atto dell'orientamento fatto proprio dalle altre sezioni del T.A.R. capitolino, alla cui stregua, appunto, il mero fatto del consumo occasionale di sostanze psicotrope non può essere considerato di per sé solo come indicativo del mancato possesso del requisito in parola, ma unicamente come un elemento che deve essere valutato, al fine di stabilirne il suo valore sintomatico, alla luce di tutte le circostanze in cui si è verificato.

 

La X^ Sezione Penale collegiale del Tribunale Penale di Milano ha assolto, lo scorso 27 maggio, un graduato dell'Arma dalle accuse dei reati di peculato, falso in atto pubblico, ricettazione, possesso illegale di colpi di arma da fuoco " parabellum" ed omissione di atti di ufficio. Nel processo è stato accertato tra l'altro, che gli originali rinvenuti nella disponibilità del militare , non erano quelli per cui l'accusa sosteneva esservi stata mancata trasmissione all'Autorità giudiziaria, ma le c.d. " copie per atti dell'ufficio", senza che ciò potesse dimostrare il contestato reato di omissione di atti di ufficio.

Il militare è stato assistito dall'Avv. Massimiliano Strampelli.

Benvenuti

Il racconto di avvocatomilitareblog continua con un nuovo indirizzo ed una nuova veste grafica: di questo debbo personalmente ringraziare voi lettori che avete decretato il successo di questa esperienza che evidentemente ha risposto ad un'aspettativa dei cittadini con le " stellette".
L'anno nuovo inizia con un nuovo sito che si è imposto per dare " forma" adeguata ad un prodotto che evidentemente era già di sostanza: nella speranza di fare cosa gradita ai miei lettori mi rimetto subito al lavoro per rispondere alle vostre sempre maggiori richieste.
Avv. Massimiliano Strampelli del foro di Roma.
 
Questo blog vuole essere uno spazio di approfondimento e di riflessione della prassi applicativa di una realtà istituzionale poco conosciuta: quella dei Tribunali Militari. Forse noi tutti conosciamo qualcosa per sentito dire della giustizia “militare”, ma probabilmente pochi di noi conoscono chi è parte di questo sistema, quali sono gli attori, e soprattutto quali le regole del gioco.
Questo blog vuole quindi essere una risposta ad alcune domande che, certamente, chi si è imbattuto per qualche motivo nella giustizia militare si è chiesto: chi amministra la giustizia militare? A quale carriera appartiene? Quali sanzioni può irrogare? Chi è soggetto alla pena militare?
Ed in ultima analisi: esiste un avvocato militare nel nostro ordinamento? In cosa si differenzia la sua professionalità da quella comune?
Chi scrive è di professione un avvocato che per motivi di lavoro si occupa di questa affascinante materia, il diritto militare, ed ha un interesse, prima di tutto culturale, ad evitare che questo settore del nostro ordinamento cada nell’”oblio”, come se fosse un ramo secco di una pianta ormai morente.
Ormai, solo in casi eccezionali, come il caso Priebke, i mass-media si occupano di diritto militare penale, ed anche in queste occasioni con una buona dose di approssimazione se non addirittura, di pregiudizio verso una realtà, quella delle leggi penali militari, che sembra appartenere ad un altro mondo, estraneo quasi alle garanzie costituzionali valide per ogni cittadino, ma non per il militare.
Con questo spirito dunque, intraprendo questa nuova avventura nel mondo del blog, sperando di intercettare la domanda, ne sono certo esistente, proveniente dal cittadino in divisa o meno, interessato, anche solo per dato culturale, alla giustizia “militare”. In quest’ottica di promozione di una materia tecnica, quale il diritto militare, in ossequio alle regole del blog, tuttavia ogni questione sarà affrontata in termini generali, semplificati, senza citazioni giurisprudenziali che appesantirebbero lo scambio di informazioni, od il colloquio, ponendo chi scrive in una posizione “tecnicistica”, estranea allo spirito di questo mezzo di comunicazione. Sono dunque benvenute le vostre domande, richieste o chiarimenti, chiedendo per una volta scusa ai miei colleghi avvocati, se in questo blog si parlerà più al cittadino che al giurista.
Ritengo, a conclusione di questa presentazione, che ogni contributo, informazione, o anche semplici domande poste in questo blog, possano aiutare questo percorso di “conoscenza” dell’ordinamento militare, per approdare, in un domani che sembra ancora lontano da venire, ad una maggiore osmosi tra società civile ed ordinamento militare, nell’ottica anche (perché no?) di una crescente specializzazione interdisciplinare di tutti gli operatori del settore.