Benvenuti

Il racconto di avvocatomilitareblog continua con un nuovo indirizzo ed una nuova veste grafica: di questo debbo personalmente ringraziare voi lettori che avete decretato il successo di questa esperienza che evidentemente ha risposto ad un'aspettativa dei cittadini con le " stellette".
L'anno nuovo inizia con un nuovo sito che si è imposto per dare " forma" adeguata ad un prodotto che evidentemente era già di sostanza: nella speranza di fare cosa gradita ai miei lettori mi rimetto subito al lavoro per rispondere alle vostre sempre maggiori richieste.
Avv. Massimiliano Strampelli del foro di Roma.
 
Questo blog vuole essere uno spazio di approfondimento e di riflessione della prassi applicativa di una realtà istituzionale poco conosciuta: quella dei Tribunali Militari. Forse noi tutti conosciamo qualcosa per sentito dire della giustizia “militare”, ma probabilmente pochi di noi conoscono chi è parte di questo sistema, quali sono gli attori, e soprattutto quali le regole del gioco.
Questo blog vuole quindi essere una risposta ad alcune domande che, certamente, chi si è imbattuto per qualche motivo nella giustizia militare si è chiesto: chi amministra la giustizia militare? A quale carriera appartiene? Quali sanzioni può irrogare? Chi è soggetto alla pena militare?
Ed in ultima analisi: esiste un avvocato militare nel nostro ordinamento? In cosa si differenzia la sua professionalità da quella comune?
Chi scrive è di professione un avvocato che per motivi di lavoro si occupa di questa affascinante materia, il diritto militare, ed ha un interesse, prima di tutto culturale, ad evitare che questo settore del nostro ordinamento cada nell’”oblio”, come se fosse un ramo secco di una pianta ormai morente.
Ormai, solo in casi eccezionali, come il caso Priebke, i mass-media si occupano di diritto militare penale, ed anche in queste occasioni con una buona dose di approssimazione se non addirittura, di pregiudizio verso una realtà, quella delle leggi penali militari, che sembra appartenere ad un altro mondo, estraneo quasi alle garanzie costituzionali valide per ogni cittadino, ma non per il militare.
Con questo spirito dunque, intraprendo questa nuova avventura nel mondo del blog, sperando di intercettare la domanda, ne sono certo esistente, proveniente dal cittadino in divisa o meno, interessato, anche solo per dato culturale, alla giustizia “militare”. In quest’ottica di promozione di una materia tecnica, quale il diritto militare, in ossequio alle regole del blog, tuttavia ogni questione sarà affrontata in termini generali, semplificati, senza citazioni giurisprudenziali che appesantirebbero lo scambio di informazioni, od il colloquio, ponendo chi scrive in una posizione “tecnicistica”, estranea allo spirito di questo mezzo di comunicazione. Sono dunque benvenute le vostre domande, richieste o chiarimenti, chiedendo per una volta scusa ai miei colleghi avvocati, se in questo blog si parlerà più al cittadino che al giurista.
Ritengo, a conclusione di questa presentazione, che ogni contributo, informazione, o anche semplici domande poste in questo blog, possano aiutare questo percorso di “conoscenza” dell’ordinamento militare, per approdare, in un domani che sembra ancora lontano da venire, ad una maggiore osmosi tra società civile ed ordinamento militare, nell’ottica anche (perché no?) di una crescente specializzazione interdisciplinare di tutti gli operatori del settore.

News flash

 

Il Tar Lombardia è chiamato a pronunciarsi sul caso di un militare, ormai in congedo, per condotte "mobbizzanti" di un superiore. Detto militare ha proposto azione di annullamento della scheda valutativa con cui venivano espressi giudizi inveritieri ed abbassata la qualifica finale e richiesta di risarcimento del danno all'Amministrazione.

La P.a. infatti, pur essendo a conoscenza del grave stato di conflittualità tra valutatore e valutato nulla aveva fatto per ovviare a tale situazione, consentendo che il valutatore dopo l'annullamento in sede gerarchica delle prime note caratteristiche reiterasse il giudizio peggiorativo.

Il caso è seguito dall'Avv. M. Strampelli.

 

 Il Tar Lazio con sentenza 7760 del 21.07.2014 ha statuito che ai fini della sussistenza dei requisiti di ammissione al concorso si deve valutare la data dell'approvazione della graduatoria finale di merito.

Nel caso di specie, un militare VFP4 vincitore del concorso in spe, era stato prosciolto, oltre che escluso dal concorso, per aver assunto la qualità di imputato dopo il termine finale di presentazione della domanda di partecipazione al concorso. Per la P.a. l'intervenuta assoluzione nel processo penale non aveva rilevanza avendo perso originariamente i requisiti di ammissione al concorso.

Con la sentenza ( postata nel blog) il provvedimento del Ministero della Difesa è stato annullato con condanna alle spese dell'amministrazione.

La causa è stata patrocinata dall'Avv. Massimiliano Strampelli.

 Con sentenza del 18.06.2014 il Giudice dell'Udienza Preliminare di Verona, all'esito del giudizio abbreviato richiesto dalle difese, ha assolto tre militari dell'Arma dei Carabinieri dal reato di diffamazione aggravata per aver offeso l'onore ed il decoro di un superiore per il tramite di comunicazioni intercorse nell'ambito di una chat.

L'assoluzione è motivata dal mancato rispetto delle procedure in materia di " digital forensics" ed acquisizione del dato probatorio informatico, avendo la difesa dimostrato la non genuinità ( ed alterabilità) del documento informatico.

 

 Il Tribunale Militare di Verona con sentenza dello scorso 26 novembre ha assolto un volontario in ferma prefissata dell' E.I. dal reato di percosse per aver agito in stato di legittima difesa ai sensi dell'art. 52 c.p.

Nel caso di specie il militare era stato accusato di essere responsabile di aver percosso un commilitone laddove, semmai, era quest'ultimo ad aver cagionato lesioni al primo.

Nel riconoscere dunque l'innocenza dell'imputato con la formula " perchè il fatto non costituisce reato" il Tribunale Militare ha condannato l'altro imputato alla rifusione del militare assolto delle spese legali oltre al risarcimento del danno da liquidarsi in sede civile.

la nota è dell'avv. Massimiliano Strampelli che ha assistito il militare assolto

 

Il TAR TOSCANA ha annullato- con sentenza del 10.07.2013 ( dep. il 23.09.13) - un provvedimento di cessazione dal servizio permanente effettivo, adottato nei confronti di un graduato dell'Esercito Italiano in s.p.e., per superamento del periodo di 730 gg. di aspettativa nel quinquennio. ( ved. sez. ultimi articoli inseriti per il testo della sentenza). Il Tar ha affermato che ,in forza della circolare n. 806 del 26.10.2000, il provvedimento che dispone l’aspettativa deve essere portato a conoscenza dell’interessato;  
Il punto 7 della circolare obbliga l’Amministratore ad informare il personale interessato del totale dei giorni di aspettativa fruiti, onde renderlo preventivamente edotto dello scadere del periodo massimo fruibile nel quinquennio (TAR Campania, Napoli, VII, 7.5.2008, n. 3515).

Nel caso di specie l'omessa notifica del preavviso determina l'illegittimità del decreto di congedo 

La causa - di particolare interesse - è stata patrocinata dall'avv. Strampelli con condanna alle spese di giudizio dell'Amministrazione.

Sportello mobbing militare