Sportello mobbing militare

Violenza di genere

News flash

 

Fondamentale pronuncia della Suprema Corte ( n.13497/17) che riconosce il diritto al gratuito patrocinio ( ovverosia la difesa con l'ausilio di un avvocato del libero Foro a carico dello Stato) per tutte le vittime di molestie, maltrattamenti e violenza sul posto di lavoro: quindi applicabile anche alle FF.AA.

Anche per i militari la denuncia sarà più facile non dovendo sopportare oltre all'umiliazione e alle vessazioni anche i costi legali.

 

Fondamentale sentenza della Corte Costituzionale  ( la n. 268/2016) le cui motivazioni sono state depositate il 15 dicembre 2016.

Dichiarate incostituzionali le norme di cui agli artt. 866 co.1, 867 co.3 e 923 co. 1 lett i) del TUOM nella parte in cui non prevedono l'instaurarsi del procedimento disciplinare per la cessazione dal servizio per perdita del grado conseguente alla pena accessoria della interdizione temporanea dai pubblici uffici.

Con l’importante sentenza n. 213 del 2016 la Corte costituzionale ha stabilito il rilevante principio secondo cui anche al convivente di persona disabile – che si occupi dell’assistenza in favore del partner malato o invalido – ha diritto di usufruire, alla stessa stregua dei coniugi e dei parenti fino al secondo grado, dei tre giorni di permesso mensile retribuito e coperto da contribuzione figurativa previsti dalla legge 104 del 1992.

 

Il T.M. di Roma con sentenza della II^ Sez. dello scorso 19 luglio ha assolto un Ufficiale medico dall'accusa di simulata infermità e truffa militare aggravata .

Il caso seguito dall'avv. Massimiliano Strampelli sarà pubblicato a settembre dopo il periodo di sospensione feriale.

 

 portal/userfiles/file/MESSAGGERO%20GDF%2030%20NOVEMBRE.pdf

Un sottoufficiale della GdF sarà giudicato - data prevista per la sentenza finale dopo un anno di dibattimento - innanzi al T.M. di Napoli il prossimo 18 gennaio 2017 con l'accusa di aver volontariamente sabotato i filtri rilevatori della presenza di amianto nel sito della GdF, al fine di conseguire i benefici pensionistici.

La notizia è riportata con grande risalto dalle cronache giudiziarie.

Il caso è seguito dall'avv. Massimiliano Strampelli.

Benvenuti

Il racconto di avvocatomilitareblog continua con un nuovo indirizzo ed una nuova veste grafica: di questo debbo personalmente ringraziare voi lettori che avete decretato il successo di questa esperienza che evidentemente ha risposto ad un'aspettativa dei cittadini con le " stellette".
L'anno nuovo inizia con un nuovo sito che si è imposto per dare " forma" adeguata ad un prodotto che evidentemente era già di sostanza: nella speranza di fare cosa gradita ai miei lettori mi rimetto subito al lavoro per rispondere alle vostre sempre maggiori richieste.
Avv. Massimiliano Strampelli del foro di Roma.
 
Questo blog vuole essere uno spazio di approfondimento e di riflessione della prassi applicativa di una realtà istituzionale poco conosciuta: quella dei Tribunali Militari. Forse noi tutti conosciamo qualcosa per sentito dire della giustizia “militare”, ma probabilmente pochi di noi conoscono chi è parte di questo sistema, quali sono gli attori, e soprattutto quali le regole del gioco.
Questo blog vuole quindi essere una risposta ad alcune domande che, certamente, chi si è imbattuto per qualche motivo nella giustizia militare si è chiesto: chi amministra la giustizia militare? A quale carriera appartiene? Quali sanzioni può irrogare? Chi è soggetto alla pena militare?
Ed in ultima analisi: esiste un avvocato militare nel nostro ordinamento? In cosa si differenzia la sua professionalità da quella comune?
Chi scrive è di professione un avvocato che per motivi di lavoro si occupa di questa affascinante materia, il diritto militare, ed ha un interesse, prima di tutto culturale, ad evitare che questo settore del nostro ordinamento cada nell’”oblio”, come se fosse un ramo secco di una pianta ormai morente.
Ormai, solo in casi eccezionali, come il caso Priebke, i mass-media si occupano di diritto militare penale, ed anche in queste occasioni con una buona dose di approssimazione se non addirittura, di pregiudizio verso una realtà, quella delle leggi penali militari, che sembra appartenere ad un altro mondo, estraneo quasi alle garanzie costituzionali valide per ogni cittadino, ma non per il militare.
Con questo spirito dunque, intraprendo questa nuova avventura nel mondo del blog, sperando di intercettare la domanda, ne sono certo esistente, proveniente dal cittadino in divisa o meno, interessato, anche solo per dato culturale, alla giustizia “militare”. In quest’ottica di promozione di una materia tecnica, quale il diritto militare, in ossequio alle regole del blog, tuttavia ogni questione sarà affrontata in termini generali, semplificati, senza citazioni giurisprudenziali che appesantirebbero lo scambio di informazioni, od il colloquio, ponendo chi scrive in una posizione “tecnicistica”, estranea allo spirito di questo mezzo di comunicazione. Sono dunque benvenute le vostre domande, richieste o chiarimenti, chiedendo per una volta scusa ai miei colleghi avvocati, se in questo blog si parlerà più al cittadino che al giurista.
Ritengo, a conclusione di questa presentazione, che ogni contributo, informazione, o anche semplici domande poste in questo blog, possano aiutare questo percorso di “conoscenza” dell’ordinamento militare, per approdare, in un domani che sembra ancora lontano da venire, ad una maggiore osmosi tra società civile ed ordinamento militare, nell’ottica anche (perché no?) di una crescente specializzazione interdisciplinare di tutti gli operatori del settore.